giochi di parole nella pubblicità

Nomi e slogan pubblicitari: la forza dei giochi di parole

Qual è il segreto per creare una pubblicità memorabile? Naturalmente non c’è una ricetta magica per fare la pubblicità perfetta, ma possiamo dire con sicurezza che i giochi di parole sono fra le tecniche che funzionano meglio. Questi strumenti linguistici sono essenziali per rendere i nomi dei prodotti e gli slogan pubblicitari divertenti, facili da ricordare e soprattutto efficaci.

Se hai mai letto un annuncio o visto uno spot che ti ha fatto sorridere o ridere, è probabile che abbia usato qualche gioco di parole. L’uso creativo della lingua, se non è troppo banale e scontato, può fare la differenza tra una pubblicità mediocre e una indimenticabile.

In questo articolo raccoglieremo alcuni esempi, a volte famosi, a volte no, fra i più originali e sorprendenti di pubblicità creativa che utilizzano questo strumento in modo efficace.
Continueremo ad aggiornarlo nel tempo per continuare a fornirti idee a cui potrai ispirarti per la tua comunicazione.

Se sei pronto a scoprire come fare una pubblicità che lasci il segno? Preparati a immergerti nel mondo dei giochi di parole!

Sommario

Le allitterazioni nei nomi e negli slogan

Il sito Treccani descrive l’allitterazione come la “Ripetizione, spontanea o ricercata (per finalità stilistiche o come aiuto mnemonico), di un suono o di una serie di suoni, acusticamente uguali o simili, all’inizio (più raram. all’interno) di due o più vocaboli successivi”.

Ecco, la finalità “mnemonica” è importantissima nella pubblicità, perché un nome o uno slogan non devi solo conoscerlo, devi anche ricordartelo. 

Frizzy pazzy - Allitterazione nei nomi e nelle pubblicità dei prodotti

Famosissime negli anni '90, ora un po' in disuso, ma l'allitterazione del nome Frizzy Pazzy (che gioca sulla somiglianza con la lingua inglese) è difficile da dimenticare.

banner-altissima-levissima-purissima

Probabilmente uno degli slogan più conosciuti, grazie all'allitterazione giocata sulla lettera "S", oltre all'uso della figura retorica dell'omoteleuto, cioè l'uso di parole che finiscono con la stessa desinenza.

pubblicità-estate-estathè

Un'altra pubblicità che ha fatto storia: "Sete d'estate? Sete di Estathè". Quante volte sono ripetute la "s" e la "t" in così poche parole?

Cambio di lettera

Il cambio di lettera è un classico della pubblicità, sempre per lo stesso motivo: quando è fatto bene, ci strappa un sorriso; quando è fatto male ci fa storcere il naso. In ogni caso non ci lascia mai indifferenti.

elettrifigata mini elettrica

La Mini Electric è stata lanciata sul mercato con lo slogan fatto di una sola parola: "Elettrifigata". Breve ed efficace anche perché il gioco di parole si riferisce proprio alla caratteristica di base dell'auto.

ING Direct - non fare un tasso

"Non dobbiamo fare un tasso", "senza fare un tasso", "fai quel tasso che vuoi", "sto tasso": sono questi alcuni dei testi della canzoncina con cui ING promuove il suo Conto Arancio all'inizio del 2023

La forza del numero tre

Le parole hanno una loro sonorità e anche un loro ritmo. In particolare il nostro cervello apprezza il numero tre. Non è un caso se molti slogan sono costruiti con tre parole o tre aggettivi.

Luciana Mosconi pubblicità 2022

Ruvida, tenace. Marchigiana.

Residenzanova pubblicità 2022

Spaziosa, Ecologica, Intelligente

Slogan Unieuro

Batte. Forte. Sempre.

Anglicismi e giochi con le parole straniere

Ancora a proposito di sonorità, come resistere alle mille storpiature che possiamo fare con le lingue straniere? Naming e slogan strappano un sorriso e, quando sono ben fatti, si fissano nella nostra testa in maniera indelebile.

insegna vinoteca Wine Not

Il gioco di parole è rafforzato dal punto di domanda che sottolinea una domanda retorica che conosciamo bene: "Why not?", "Perché no?"

Wellcum-benvenuto

Questa SPA per uomini ha scelto un gioco di parole osé che mantiene il suo doppio senso anche in italiano: ben-venuto.

Locandina eye-love-you-grandvision

Il gioco di parole I/eye non è originalissimo, ma attira comunque l'attenzione.

Come non sorridere davanti a questa insegna? (Contributo di Alessia Cornali)