L’espressione “Human to Human”, coniata nel 2014 da Bryen Kramer, esprime perfettamente il fatto che, anche quando parliamo di marketing e di aziende, la comunicazione avviene sempre fra persone.
Se ci pensi, gran parte delle interazioni che abbiamo con le aziende e con i loro prodotti passa attraverso le relazioni che abbiamo con chi in quelle aziende ci lavora. Chiediamo informazioni a delle persone, trattiamo i prezzi con delle persone e, se abbiamo un problema, chiamiamo delle persone per risolverli. Anche se lo facciamo a distanza, usando mail o telefono, sappiamo (o ci fa piacere sapere) che dall’altra parte c’è una persona.
Ecco perché nella cassetta degli attrezzi di ogni azienda è diventato fondamentale inserire lo Human to Human Marketing, il marketing che dà spazio alle persone, che chiede ai dipendenti di metterci la faccia e il nome e che, in questo modo, diventa più trasparente ed è percepito come più affidabile.
È un modo di comunicare impegnativo, lo so, per questo ho raccolto questi esempi da cui puoi prendere ispirazione per incominciare anche tu a fare i primi passi nello Human to Human Marketing
Apri l’account Instagram del Gruppo Mondadori.
Noterai subito che le storie in evidenza (quelle indicate con dei cerchi, prima dei post veri e propri, per intenderci) hanno quasi tutte il nome di una persona.
Aprine una qualsiasi e sarai accolto da un dipendente della Mondadori che, attraverso una serie di storie, ti mostrerà la sua giornata di lavoro: l’arrivo in sede al mattino, la scrivania, le riunioni con i colleghi, le spiegazioni sul proprio lavoro ecc.
Dall’esempio del Gruppo Mondadori puoi imparare per il tuo Human to Human Marketing:
• che quando le persone parlano in prima persona, il loro racconto risulta più vero e più concreto;
• che tutti i dipendenti possono essere coinvolti, perché tutti hanno qualcosa da raccontare.
Apri la pagina aziendale di Raja Italia su Youtube.
Raja Italia è la filiale italiana del Gruppo Raja, una delle più importanti aziende europee nel campo dell’imballaggio.
La sua pagina di Youtube è particolarmente ricca di video di tipi diversi, dai tutorial sull’uso di alcune macchine, alle testimonianze dei clienti, fino alle clip promozionali e al racconto delle iniziative per sostenere i diritti delle donne.
Sono molti i dipendenti che si mettono in gioco in questi video, ma vorrei farti notare soprattutto le clip di Lorenza Zanardi, direttore generale di Raja Italia, che passa con assoluta naturalezza:
• dal palco di una convention, in cui parla di valori, vision e obiettivi (vedi qui: https://www.youtube.com/watch?v=2-aEY9-RUdg);
• al tavolo del magazzino in cui spiega i vantaggi del nastro largo 75 mm, rispetto a quello largo 50 mm (vedi qui: https://www.youtube.com/watch?v=kQx3T7Mze70).
Dall’esempio di Raja Italia per il tuo Human To Human Marketing puoi imparare:
1) che quando a parlare sono persone che in azienda hanno un ruolo primario, tutta la comunicazione risulta più autorevole;
2) che anche i direttori possono adottare uno stile divertente e leggero, senza perdere nulla in autorevolezza.
Apri l’account Instagram dello Studio Dovier.
Scorri i vari post dell’account e ti accorgerai subito che, assieme ai molti post informativi (ad esempio: “Tre cose da sapere sulla fatturazione elettronica”) e a quelli più ironici, ci sono spesso dei post dedicati al team dello Studio Dovier, a volte con dei contenuti che parlano del gruppo nel suo insieme, altre volte dedicati ai singoli dipendenti dello Studio.
Dall’esempio dello Studio Dovier per il tuo Human To Human marketing puoi imparare:
• che anche uno studio di commercialisti può adottare una comunicazione allegra, leggera e divertente (purché rifletta il vero carattere delle persone che lavorano nello studio);
• che le schede descrittive dei dipendenti possono comprendere, oltre alle informazioni professionali, anche delle domande semiserie e personali, come ad esempio: “Segni distintivi”; “Sogni”; “Come conquistarlo/a”, ecc.
Se vuoi dare un tocco più caldo e umano alla tua comunicazione, puoi leggere anche: 4 tattiche per ottenere la fiducia dei tuoi clienti
Questa volta non ti invito a visitare i social media di Decathlon, ma ad andare nei loro punti vendita e, in particolare, nel settore delle scarpe. Se le scelte non sono cambiate (le foto qui a fianco sono del 2019), nelle schede che descrivono le scarpe troverete anche i nomi di Alexandre, Tristan ed altri designer e ingegneri di prodotto.
Questa scelta è tanto più sorprendente se pensi che, nei vari social media, Decathlon dà poco spazio al dietro le quinte e ai suoi dipendenti, preferendo mostrarci i clienti che utilizzano i vari prodotti.
Dall’esempio di Decathlon per il tuo Human To Human Marketing puoi imparare:
• che non solo i canali web, ma anche le schede prodotto sono uno strumento perfetto per far conoscere chi lavora in azienda;
• che non è sempre necessario mettere una foto e una scheda dettagliata dei dipendenti per farli conoscere. A volte, nel posto giusto, il nome e il ruolo possono bastare per avvicinare i clienti al lato umano dell’azienda.
Apri l’account Instagram Life at Asotech.
Questo account non quello ufficiale dell’azienda, ma, come scritto nella bio è “il canale ufficiale dei dipendenti Asotech“, che, con questo spazio, vogliono far scoprire agli utenti “le persone, la cultura, le opportunità di carriera e il divertimento di una #LifeAtAsotech!”.
Qui trovi il “dietro le quinte” dell’azienda, momenti di festa, screenshot durante lo smartworking, premi ottenuti, opportunità di carriera, metodi di selezione ecc.
Fai questa prova: scorri i vari post e poi scegli tre aggettivi per descrivere questa azienda. Scommettiamo che, al di là del fatto che ti piccia o meno, almeno due su tre riguarderanno il carattere e non gli aspetti professionali?
Dall’esempio di Asotech per il tuo Human To Human Marketing puoi imparare:
• che la reputazione di un’azienda è legata sempre meno alla qualità del prodotto e del servizio (quelli sono dati come cosa scontata) e sempre più a come riesce a trasmettere il suo carattere;
• che il target della comunicazione di marketing non è più composto solo da clienti e potenziali tali, ma da chiunque abbia un rapporto diretto o indiretto con l’azienda.
Ho trovato la scelta di NyNabè particolarmente interessante: la titolare, Anna Benaglia, mette il suo nome nell’etichetta dei capi della sua collezione, poi la fotografa e pubblica l’immagine nei social.
Attenzione, non si tratta del nome usato come logo, perché il marchio resta sempre NyNabè, ma proprio di un’etichetta con la scritta: “Capo ideato e cucito per te da Anna Benaglia e dal suo piccolo team di sarte a Bergamo”
A dire il vero l’ha fatto una volta sola, ma, secondo me, potrebbe farlo con continuità, anche per presentare, attraverso le foto, dettagli dei propri capi.
Dall’esempio di Nynabè per il tuo Human To Human Marketing puoi imparare:
• che i prodotti stessi possono contenere un tocco personale per farli percepire come realizzati da persone e non da macchine, in modo industriale;
• che ogni elemento visibile che parla di persone vere può essere fotografato e poi diffuso su altri canali web, come il sito o i social media.
Se navighi fra i canali di comunicazione dell’azienda Lidl, vedrai che ha distinto in modo netto il tipo di contenuti che pubblica sui vari social:
• su Facebook e Instagram dà spazio ai prodotti, alle ricette e ai clienti
• nella sua pagina LinkedIn presenta i dipendenti, mostra l’ambiente di lavoro e dà le notizie corporate.
In particolare, se vai nella sezione video della pagina LinkedIn di Lidl, potrai vedere come le presentazioni dei dipendenti, a volte in prima persona, altre volte in terza, si alternano alle descrizioni di iniziative di training e di sviluppo del personale.
Non si tratta solo di Human to Human Marketing, ma anche di una strategia chiara di Employer Branding, con l’obiettivo di presentare Lidl come un luogo di lavoro dinamico e piacevole, che permette a chi ha talento di fare carriera.
Dall’esempio di Lidl per il tuo Human To Human Marketing puoi imparare:
• l’uso specifico di LinkedIn per dare rilievo alla professionalità delle persone e rafforzare l’Employer Branding;
• che alcuni contenuti interessanti possono essere fatti senza bisogno di riprendere un video dei dipendenti. Anche una foto della persona e una scheda informativa ben fatta possono diventare una clip video interessante;
• che possiamo usare degli hashtag per promuovere o dare forza ad alcune iniziative, come la sensibilizzazione del ruolo delle donne nel lavoro (ad esempio #womeninlidl, che però, stranamente, non è usato in altri canali social), oppure per far conoscere dei programmi specifici di sviluppo del personale e dei nuovi assunti.
Ci sono molti buoni motivi per creare contenuti digitali che parlino in vario modo dei dipendenti dell’azienda:
• i contenuti che riguardano le persone attirano più attenzione ed interesse, rispetto ai contenuti che riguardano i prodotti o i servizi
• attraverso le persone le aziende possono trasmettere il proprio carattere e i propri valori;
• i contenuti legati alle persone stimolano più facilmente commenti e conversazioni, ottenendo così più visibilità;
• attraverso le persone possiamo comunicare il clima aziendale e rafforzare l’Employer Branding.
Quindi ora guardarti intorno, coinvolgi i tuoi colleghi o i superiori (ehi, puoi buttarti anche tu in prima persona) e, sfruttando tutti suggerimenti che ti abbiamo dato, punta sullo Human to Human Marketing, producendo contenuti che mettano al centro le persone della tua azienda.
Ti è piaciuto questo articolo? Vuoi altre idee per far conoscere la tua azienda? Possiamo affiancarti, studiare la tua identità e aiutarti a creare i contenuti giusti per darti la giusta visibilità su web e sui social.
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